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📢 Raperonzolo. Il canto del crescere
✅ Teatro di Varese P.zza della Repubblica, 21100 VARESE VA
📍 18 Dicembre 2022 ore 16:00
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RAPERONZOLO
IL CANTO DEL CRESCERE
con Cristina Liparoto e Sabrina Marforio.
Scene Michelangelo Campanale, disegno Luci Marco Zennaro.
Regia di Renata Coluccini.
Ho attraversato il bosco e … ce l’ho fatta! Anche se mi si sono impigliati i capelli tra i rami, anche se le ombre mi hanno sfiorato, il sole mi ha indicato la via, mi sono venuti gli occhi grandi e ho scoperto la strada giusta! Nel bosco le foglie mi sussurrano ancora la storia … la storia di Ravanellina, che è arrivata proprio fino a qua, ma molto tempo fa.
C’era una volta una bambina che si chiamava Ravanellina… No… in realtà Ravanellina non c’era ancora… ma c’erano un uomo e una donna che desideravano tanto, ma proprio tanto, avere una bambina…
Così inizia la fiaba di Raperonzolo, o Ravanellina. Quest’uomo e questa donna si accorsero un bel giorno di aspettare una bambina e che sarebbero finalmente diventati genitori! La madre allora, fu presa da una gran voglia di mangiare dei ravanelli che, sfortunatamente, crescevano solo nel giardino della vicina: una strega.
Il marito, volendo accontentare la moglie, una notte scavalcò le alte mura ed entrò nel giardino della strega. Questa, però, lo sorprese e, in cambio dei ravanelli, lo costrinse ad accettare un patto: “quando Ravanellina compirà 12 anni, io verrò a prenderla e da allora diventerà mia figlia”. Il tempo passò e nacque una bella bambina. Che crebbe. Ma non appena Ravanellina ebbe 12 anni, la strega, come promesso, si presentò e la prese con sé, chiudendola in un’alta torre …
La fiaba narrata è quella classica, di Raperonzolo, arricchita da suggestioni di racconti più recenti, come “Coraline e la porta magica”. E’ la fiaba di una bambina che si troverà a vivere in due “famiglie”, sempre sognando di uscire e attraversare il bosco, che, segreto e misterioso, circonda entrambe le sue case. E’ la storia di un incontro con un principe, di un amore che la farà sognare e le regalerà coraggio e ali per cominciare a volare. I protagonisti sono madri, padri, matrigne e principi, ma soprattutto, protagonista è una bambina che vuole affrontare il bosco – fatto di paure, solitudine, desideri – per poter infine crescere.
L’infanzia è un momento unico e determinante, un libro prezioso in cui tutte le esperienze lasciano segni indelebili, scritti, che daranno vita al romanzo della nostra esistenza. E a questo libro guardiamo sempre, anche da adulti. La scelta di parlare il linguaggio della fiaba nasce dalla consapevolezza che le favole, create dalla cultura di ogni popolo, al di fuori del tempo e dello spazio, evocano situazioni che consentono al bambino di affrontare e metabolizzare le reali difficoltà della vita. Le fiabe aiutano a tradurre in immagini visive gli stati interiori, aiutano a trasferire alla realtà significati nascosti. Insomma, danno forma ed elaborano l’inconscio del mondo.
TRAMA
La fiaba di Raperonzolo viene rivissuta e narrata da due figure femminili (tutti siamo un po’ Raperonzolo) che attraversando il bosco ne trovano le tracce tra le foglie e gli alberi. La storia è quella nota: un uomo e una donna vivevano accanto a un meraviglioso giardino protetto da alte mura, che apparteneva a una potente strega. Essi desideravano ardentemente un figlio e, quando la donna rimase finalmente incinta, fu presa da una gran voglia di mangiare alcuni raperonzoli che crescevano nel giardino della vecchia maga. Durante la notte il marito scavalcò le alte mura per procurargliene qualche mazzetto, ma si ritrovò faccia a faccia con la strega. Questa, nonostante le giustificazioni dell’uomo, decise di punirlo, consentendogli di tornare a casa con i raperonzoli sottratti a condizione che, una volta nato, il bambino tanto atteso fosse consegnato proprio a lei al compimento del dodicesimo anno. Disperato, l’uomo alla fine acconsentì. Il tempo passò e nacque una bella bambina. Quando la bimba compì 12 anni, la strega la prese con sé e la chiuse in un’alta torre senza porte e senza scale nel mezzo del bosco. Un giorno il figlio di un Re, che per caso passava nei dintorni, sentì Raperonzolo cantare e fu rapito dalla sua incantevole voce.
L’incontro con il principe diviene spinta decisiva per fuggire dalla torre e trovare una propria strada nel mondo
TEMI PREVALENTI
La fiaba non ha solo la funzione di intrattenere il bambino, bensì gli permette di conoscersi e favorisce lo sviluppo della sua personalità. Il bambino ha, di fatto, bisogno soprattutto di ricevere suggerimenti in forma simbolica riguardo al modo con cui poter affrontare questioni cruciali che si presentano nella vita di ciascuno di noi.
Una fiaba, raccontando in modo immaginoso e indiretto problemi umani esistenziali, può suggerire insegnamenti, soluzioni anche a un bambino di sesso maschile seppure l’eroina della storia sia una ragazza adolescente.
È caratteristico delle fiabe esprimere un dilemma esistenziale in modo chiaro e conciso. Questo permette al bambino di cogliere il problema nella sua essenza, senza destare confusione. La fiaba semplifica tutte le situazioni e i suoi personaggi sono nettamente tratteggiati.
In “Raperonzolo” la torre in cui viene rinchiusa al compimento dei dodici anni è la “prigione” anche rassicurante e protettiva da cui in un percorso di crescita bisogna saper uscire. Così come il bosco con il suo fascino e il timore che può incutere in quanto sconosciuto è il mondo che una volta trovati gli strumenti dobbiamo affrontare.
Il tema della crescita vista non solo come momento di emancipazione dal nucleo famigliare, in particolare dalla figura materna che nello spettacolo trova varie raffigurazioni, ma soprattutto come combattimento tra la spinta verso l’esterno dettata dai desideri e l’immobilità dettata dalle paure reali o indotte sono perni della messa in scena.
Biglietti

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